Le finestre con vetrocamera sono oggi assolutamente decisive nella valutazione di un infisso. Anche se l’attenzione si concentra spesso su telaio, materiali e finiture, è di fatto la superficie vetrata a influire in modo sostanziale su prestazioni, comfort indoor e isolamento, poiché costituisce il principale punto di raccordo tra interno ed esterno.
Grazie a due o più lastre separate da un’intercapedine sigillata, riempita d’aria o gas isolanti, la vetrocamera consente di ridurre dispersioni termiche e rumori, così isolamento e luminosità si bilanciano in maniera ottimale. Il punto non è tanto aumentare lo spessore del vetro, ma gestire in modo controllato flussi di calore e trasmissione sonora.
Sapere cos’è una vetrocamera consente di evitare soluzioni standard e di scegliere configurazioni il più possibile coerenti con l’edificio e le necessità che si hanno in termini di vivibilità indoor.
Cos’è la vetrocamera?
La vetrocamera è un sistema formato da due o più lastre di vetro separate da una camera interna sigillata lungo l’intero perimetro. Questa intercapedine non ha una funzione estetica, ma tecnica, dal momento che crea una barriera controllata in grado di ridurre il passaggio di calore, aria e rumore.
Lo spazio tra le lastre può contenere aria trattata oppure gas inerti come argon o kripton, scelti per la loro bassa conducibilità termica. Le lastre sono mantenute alla distanza corretta da una canalina distanziatrice e protette da una doppia sigillatura allo scopo di evitare infiltrazioni e preservare nel tempo le capacità isolanti del sistema.
È proprio grazie alla vetrocamera che il vetro assume un ruolo determinante nell’isolamento termico e nel controllo delle dispersioni, con effetti diretti sulle condizioni di vivibilità degli ambienti.
Tipi di vetrocamera
Esistono diversi tipi di vetrocamera, che si differenziano per numero di lastre, intercapedini e trattamenti del vetro. La configurazione più adatta dipende dalle prestazioni richieste, dalle condizioni climatiche e dalle caratteristiche dell’edificio.
Vediamole nel dettaglio.
- Doppia vetrocamera, composta da due lastre separate da un’intercapedine, è la tipologia più utilizzata negli edifici residenziali.
- Tripla vetrocamera, con tre lastre e due camere interne, adottata soprattutto in zone con climi rigidi o in edifici ad alta efficienza.
- Vetrocamera con gas isolante, in cui l’aria viene sostituita da gas inerti per ridurre ulteriormente la trasmissione del calore.
- Vetrocamera con trattamenti specifici, come vetri basso emissivi, selettivi o stratificati, impiegati quando servono un maggiore controllo dell’irraggiamento solare, un miglior isolamento acustico o requisiti di sicurezza più elevati.
La differenza tra una soluzione adeguata e una insufficiente o sovradimensionata sta nella capacità di leggere necessità e aspettative con una prospettiva d’insieme.
I 5 vantaggi di scegliere finestre con vetrocamera
Le finestre con vetrocamera incidono su aspetti molto pratici della vita in casa. Intervengono sugli scambi termici, sulla distribuzione della temperatura negli ambienti, sul lavoro degli impianti, sulla trasmissione del rumore e sulle possibilità di configurazione del vetro. Sono effetti misurabili, che diventano evidenti soprattutto nel tempo e nell’uso quotidiano degli spazi.
Luminosità
Quando si parla di finestre con vetrocamera, la luce è spesso il primo effetto che si nota. A parità di dimensioni dell’infisso, una superficie vetrata progettata correttamente cambia il modo in cui gli ambienti vengono vissuti e percepiti: gli spazi risultano più aperti e ariosi, e l’illuminazione artificiale diventa meno necessaria per la gran parte della giornata.
Grazie a vetri basso emissivi e selettivi, la luce attraversa il vetro, mentre una parte dell’energia solare viene trattenuta. È un equilibrio tutt’altro che scontato, soprattutto negli ambienti esposti a sud o a ovest, dove l’apporto di luce può essere un vantaggio oppure trasformarsi rapidamente in un problema se non correttamente gestito.
Isolamento termico e riduzione dei consumi
Uno dei motivi che porta a scegliere finestre con vetrocamera riguarda la gestione degli scambi di calore tra interno ed esterno. L’intercapedine d’aria o di gas inserita tra le lastre crea una discontinuità che rallenta la trasmissione termica e riduce le dispersioni: un aspetto particolarmente rilevante, dal momento che le superfici vetrate risentono in modo diretto delle variazioni di temperatura.
In termini pratici, la vetrocamera rende il passaggio del calore meno immediato e limita le perdite nei periodi dell’anno caratterizzati da forti sbalzi termici. Questo funzionamento si riflette sulla distribuzione della temperatura interna: diminuiscono le zone fredde vicino alle finestre in inverno e il surriscaldamento localizzato nelle ore e nelle stagioni più calde.
Di conseguenza, in presenza di finestre con vetrocamera, il funzionamento degli impianti di riscaldamento e raffrescamento è più regolare. Le dispersioni di calore in inverno e l’ingresso di calore dall’esterno in estate diminuiscono, con una riduzione progressiva della richiesta energetica dell’edificio.
Isolamento acustico
Accanto agli effetti sul piano termico, la vetrocamera svolge un ruolo importante anche nell’attenuazione dei rumori provenienti dall’esterno. La presenza di più lastre separate da un’intercapedine costringe le onde sonore a superare barriere successive, riducendone l’intensità prima che raggiungano l’interno.
Questo effetto risulta ancora più efficace quando i vetri hanno spessori differenti o stratificazioni, che aiutano a smorzare frequenze diverse.
Il valore della finestra con vetrocamera si riprova soprattutto in contesti urbani, lungo strade trafficate o in prossimità di fonti di rumore forte e costante. A beneficiarne è ovviamente la silenziosità degli spazi interni.
Sicurezza
Le finestre con vetrocamera garantiscono un livello di sicurezza superiore rispetto a quelle con vetro singolo, soprattutto per una questione strutturale. La presenza di più lastre rende il punto di rottura più difficile da raggiungere e aumenta la resistenza del vetro, sia in caso di urti accidentali sia in situazioni più critiche.
Quando le finestre con vetrocamera sono abbinate a vetri stratificati o di sicurezza, cambia il modo in cui il vetro reagisce alla rottura. I frammenti rimangono aderenti alla pellicola intermedia, riducendo i rischi per le persone e la possibilità di accesso immediato dall’esterno.
In alcuni casi, però, la sicurezza richiesta va oltre il contributo dato dalla sola vetrocamera. È qui che entra in gioco il vetro antisfondamento, che non sostituisce la vetrocamera ma ne rappresenta una possibile configurazione quando sono necessari livelli di protezione più elevati.
Sul nostro blog abbiamo scritto un approfondimento sul vetro antisfondamento, con la spiegazione dettagliata del modo in cui tale soluzione modifica il comportamento del vetro in caso di urti o tentativi di effrazione. Un aspetto che diventa particolarmente rilevante nei piani bassi, negli accessi diretti e in tutte quelle situazioni in cui la finestra rappresenta un punto di estrema vulnerabilità.
Versatilità e adattamento all’edificio
Le finestre con vetrocamera non seguono una logica unica e rigida, ma si basano su un sistema modulabile. Numero di lastre, spessori, ampiezza dell’intercapedine, tipo di gas e trattamenti del vetro consentono di calibrare la parte vetrata in base alle caratteristiche dell’edificio, della zona climatica e dell’esposizione.
Tale flessibilità è garanzia di interventi precisi e mirati e consente di lavorare in modo più preciso nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni, dove soluzioni predefinite rischiano di non rispondere alle condizioni reali dell’abitazione.
È anche per questo che le finestre con vetrocamera vengono considerate uno strumento progettuale, capace di grande adattabilità rispetto all’involucro edilizio e alle esigenze specifiche dell’abitazione e dei suoi inquilini.